Esplanade

Quella brezza è ancora sulla mia pelle. Nulla di paragonabile al respiro caldo che si solleva in città e illude con la sua parvenza di refrigerio. Così il ricordo di quella chiacchierata tra prato e lago, in un caldo ma ventilato pomeriggio lacustre, risulta ancor più piacevole e nostalgico.
È successo qualche giorno fa. Partiti dalla redazione con in testa un cielo lattiginoso, giungiamo a Desenzano mentre tutto appare diverso, forse più leggero. Intorno a noi c’è aria di vacanza, con biciclette che sfrecciano per la strada e intense tinte azzurre che pennellano il cielo. Quando il navigatore segnala l’arrivo ci sembra in realtà di essere stati sempre lì, come a casa: ecco il Ristorante Esplanade. L’accoglienza non può essere migliore: apre la porta un ragazzo alto, elegante e molto gioviale, che ci fa strada. La vista comincia a perdersi in ogni dettaglio della sala, vestita di tinte delicate e luci soffuse, intimo e rilassato modo di vivere il convivio. I raggi del sole filtrano copiosi dalle ampie vetrate che proiettano letteralmente la vista su una porzione di lago blu. Esco sotto il portico e mi rendo conto del significato del nome Esplanade: una distesa di verde prato inglese che introduce senza stacco al blu del Garda. Il paesaggio è incorniciato agli estremi dalla Rocca di Manerba e dalla punta di Sirmione, un incrocio visivo che spezza il fiato.

Mentre osservo il panorama arriva Emanuele Signorini, il titolare, e ha inizio una piacevolissima conversazione, in cui trapelano le emozioni di un tempo: l’apertura di Esplanade nel 1979, la volontà di credere in un sogno e la realizzazione di esso, la Stella Michelin che brilla dal 1992 e la collaborazione dal 1995 con Massimo Fezzardi, esperto e quotato chef, nonché socio di Emanuele nella gestione del ristorante dal 2007. Sono ricordi che si intersecano a molti sorrisi, nella naturalezza di una bella chiacchierata: ogni tanto Emanuele chiama i suoi ragazzi, scherza, chiede i loro pareri. «È una squadra affiatata la nostra. Questi quindici ragazzi, tra sala e cucina, si impegnano e hanno voglia di crescere. Lavorare con i giovani è un’esperienza bellissima e ricca di stimoli. Siamo anche simpatici, non ti sembra?».
Emanuele ride e inevitabilmente trascina anche me in questo mood vivace. Nell’attesa dei piatti percorriamo il pontile sul lago, che conduce a una piattaforma su cui è apparecchiato un tavolo.
Proprio lì sono nate tante storie felici: momenti unici sigillati in una cornice di grande romanticismo. Fiaccole, musica, pace del lago: il tutto accompagnato da una cucina eccelsa di terra o di mare. Nel frattempo giunge l’antipasto: Emozioni dal mare. Mai nome fu così azzeccato: cinque assaggi di pesce in un crescendo di sapori e di entusiasmo. Si capisce subito, carta e forchetta alla mano, che la cucina di Massimo è un perfetto connubio di tradizione e creatività, fondata sulle materie prime di qualità, la cui scelta deriva da una selezione di sapori e di provenienze esclusive. Particolare attenzione al pesce che giunge dalla Sardegna, pescato direttamente dal mare, garanzia di freschezza e libertà.

Inforchiamo dunque la dovuta posata e come un direttore d’orchestra rendiamo onore a un pasto che si trasforma in concerto di suggestioni. Teatro è il palco dell’Esplanade, che presenta un banchetto di note oniriche come in una melodia di Ryuichi Sakamoto. È il caso del Risotto Acquerello mantecato ai porri dolci, fiori di zucchina, basilico con olive e pomodorini in polvere e olio allo zafferano, vero trionfo estivo e a seguire la Ventresca di tonno, con capesante arrostite, fegato grasso, pesto di pinoli e crescione.

Sorprende e strabilia la carta dei vini. Quando Emanuele me la mostra mi rendo conto che non si tratta di una semplice guida, ma di una vera e propria enciclopedia mondiale del vino. Sessantasette pagine perlate con impresse oltre 1600 etichette nazionali e internazionali: dai bresciani Bellavista e Ca’ del Bosco al pregiatissimo Romanée-Conti del 1981, prezioso tesoro in bottiglia. Anche le undici pagine di Toscana parlano chiaro: non è solo passione, ma amore travolgente che Emanuele ha fatto fiorire in trent’anni di ricerche e esperienza, proprio come il suo Esplanade.

presente nella casa

Via Lario, 10 Desenzano del Garda (Brescia)